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15 settembre 2012

”debito pubblico”:

realta’ o insensatezza finalizzata ?   V120915

Cloy Deumas  _  www.moas.net

   

il concetto di "debito pubblico" sembra non avere alcun senso tecnico.

al contrario sembra essere una impostazione teorica devastante per la crescita reale delle societa'.

questo concetto potrebbe essere stato creato per finalita' di potere ?. 

 

   

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liberamente utilizzabile per scopi non commerciali, con citazione della fonte, senza apporto di modifiche

 

si invita ad inoltrare, con l' invito ad effettuare poi invio ad altri,
in modo da diffondere queste riflessioni

ed aprire al piu' presto una ampia discussione
su questi argomenti fondamentali.

 

 

indice  

  1,  l’ attuale teoria economica ed il suo concetto di “debito pubblico”.

  2,  “debito pubblico”. primo problema del modello neoclassico

  3,  insostenibilita’ economica generale. secondo problema del modello neoclassico

  4,  concetto di Stato

                    e limitazioni delle funzioni convenute di Stato, presenti nella teoria economica neoclassica

  5,  sbilanciamento della regolazione sociale e spinta all’ involuzione.

                    terzo problema del modello neoclassico

  6,  modello economico in corso e modalita’ possibili di risoluzione del “debito pubblico”

  7,  la sola soluzione possibile: modelli economici alternativi

  8,  soluzione globale. un esempio

  9,  necessita’ di qualita’ politica nei modelli economici alternativi

10,  potenzialita’ dei possibili modelli alternativi

11,  MMT e MOAS

12,  tre elementi utili da considerare

13,  attuali difetti del sistema di produzione di denaro di Stato in Europa

14,  Il sistema bancario

15,  anomalie del sistema di immissione di denaro di Stato attraverso il sistema bancario

16,  ammissione indiretta di incongruenze teoriche nel proprio modello

                    da parte della teoria neoclassica. 

17,  limiti comunque presenti nell’ eliminazione del debito in corso.

18,  in estrema sintesi

19,  possibili origini del modello economico classico

20,  l’ attuale crisi economica puo’ essere stata programmata ?

21,  evoluzione finale

 

 

 

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1,  l’ attuale teoria economica ed il suo concetto di “debito pubblico”.

 

dagli anni ’60 si e’ applicato un modello economico che puo’ essere denominato

modello economico neoclassico.

 

si potrebbe dire che il modello economico neoclassico preveda che il denaro di Stato

debba essere derivato dalle risorse in denaro gia’ presenti in Societa’.

 

la principale fonte di denaro per questa idea di “Stato con stipendio”

sono conseguentemente le tasse, cioe’ la quantita’ di denaro che le persone e le aziende

gli possono fornire, come provente collaterale delle loro attivita’.

 

in questa interpretazione lo Stato deve essere necessariamente virtuoso e responsabile

e deve mantenere un buon bilanciamento tra le sue entrate ed uscite,

come farebbe un buon capo famiglia, che ha uno stipendio e le sue necessarie spese. 

 

nei casi in cui questo “stipendio” (il denaro ottenibile con le tasse) non fosse sufficiente

per la gestione delle attivita’ di Stato,

questo Stato-padre di famiglia-stipendiato dovra’ chiedere denaro in prestito alla gente 

o alle banche, alle quali garantira’ la restituzione con interessi,

attraverso impegni denominati obbligazioni (obbligo a pagare, oTitoli di Stato”).

 

 

 

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2,  “debito pubblico”. primo problema del modello neoclassico

 

e’ evidente che se questo tipo di Stato-stipendiato dovesse ricorrere a questi “obblighi di restituzione con interesse”, 

in assenza di un successivo improbabile aumento delle entrate ottenibili con le tasse,

si determinerebbe un progressivo squilibrio tra le sue entrate ed uscite,

che porterebbe un “deficit” sempre piu’ elevato nel suo bilancio,

ossia ad uno squilibrio grave tra le sue entrate ed uscite.

 

questa condizione, che si e’ gia’ determinata ampiamente in quasi tutti gli Stati,

puo’ comportare un circolo vizioso e la costante necessita’ da parte dello Stato di avere denaro

in forma di prestito, col risultato di un importante debito cronico verso terzi, cittadini o banche,

che e’ il molto citato “debito pubblico”.

 

se ne puo’ concludere che il modello economico neoclassico,

attraverso la sua idea di “Stato stipendiato”, determini anche l’ indebitamento cronico degli Stati

che adottassero questa teoria.

 

 

 

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3,  insostenibilita’ economica generale. secondo problema del modello neoclassico

 

in un modello di economico di tipo neoclassico,

l’ intervento dello Stato e’ condizionato dalla capacita’ economica esistente nella collettivita’,

perche’ la sua possibilita’ di intervento e’ funzione di quanto puo’ essere ottenuto dal contributo dei cittadini attraverso la tassazione, 

o eventualmente da prestiti da parte di cittadini o di banche 

e naturalmente anche con il limite di non poter superare la possibilita’ di restituzione dei prestiti.

 

a causa di questa sua limitata capacita’ economica

questo tipo di Stato ha forti limiti di spesa

e puo’ agire solo limitatamente sullo sviluppo della Societa’,

lasciando la crescita economica solo agli altri due grandi nuclei che compongono la societa’, oltre lo “Stato”, 

che sono le aziende ed i cittadini che lavorano per le aziende.

 

questo potrebbe sembrare sufficiente, ma non sembra poter funzionare.

 

attualmente infatti, nella maggioranza, la popolazione lavora per aziende,

data la attuale grande diffusione di queste attivita’ imprenditoriali in tutto il mondo.

ora una azienda, per poter esistere, deve guadagnare piu’ del totale dei suoi costi,

ed i costi sono determinati dalla spesa per pagare le strutture e le materie prime

e dalla spesa per pagare gli stipendi.

ma le persone potranno comperare solo per un importo corrispondente agli stipendi ricevuti,

che e’ solo una percentuale dei costi necessari alle aziende per operare.

 

il modello economico neoclassico, che prevede che la crescita economica sia affidata alle sole aziende, 

non potra’ quindi funzionare, a causa di questo sbilanciamento tra i costi aziendali e la capacita’ di acquisto dei mercati.

per questo, il sistema neoclassico e’ destinato ad andare economicamente in blocco.

 

 

 

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4,  concetto di Stato e limitazioni delle funzioni convenute di Stato, presenti nella teoria economica neoclassica

 

puo’ essere utile tenere presente che, nei i vari modelli teorici, la finalita’ dello Stato

e’ quasi sempre la regolazione tra le varie attivita’ della Societa’,

al fine dell’ ottenimento di sviluppo culturale e strutturale del Sistema Sociale

e di benessere diffuso.

il modello neoclassico, a causa della sua impostazione, non nega questo, ma di fatto

riduce al minimo queste funzioni a carico dello Stato

e le sposta in un contesto privato che non puo’ strutturalmente garantirle.

 

il modello neoclassico infatti, stabilendo che le entrate dello Stato debbano avere questi limiti,

e determinando cosi’ anche che lo Stato possa essere indebitato,

costringe ad una limitazione marcata le attivita’ di regolazione e promozione

a cui lo Stato e’ finalizzato; attivita' che prevede di spostare sulle attivita’ private,

che pero’ non hanno le condizioni per garantirle.

 

 

 

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5,  sbilanciamento della regolazione sociale e spinta all’ involuzione.

terzo problema del modello neoclassico

 

il modello economico neoclassico operando in questo modo esclude il coordinamento delle attivita’ sociali;

ma e’ un buon coordinamento sociale che determina la condizione di democrazia.

inibendo il coordinamento sociale si inibisce quindi la democrazia

e si determina il depotenziamento dell’ induzione culturale,

tecnica e la qualita’ di vita a cui solo la macchina democratica permette l’ accesso.

 

escludendo la regolazione di Stato si avvia il processo di involuzione globale.

 

 

 

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6,  modello economico in corso e modalita’ possibili di risoluzione del “debito pubblico”

 

il primo problema che si viene a determinare applicando la teoria economica neoclassica

e’ quindi la costituzione del cosiddetto “debito pubblico”.

cosa potrebbe fare uno “Stato-padre di famiglia-stipendiato”, cioe’ un sistema economico neoclassico, per risolvere questo problema ?

 

nella teoria economica neoclassica, in presenza di “debito pubblico”, lo Stato, sara’ costretto

ad (1) utilizzare il suo “stipendio” per pagare i suoi debiti, a discapito naturalmente delle sue funzioni .

 

se il “debito pubblico” dovesse essere elevato, allora la possibilita’ principale sarebbe (2) aumentare le tasse.

questa seconda condizione aumenterebbe i costi per le aziende, gia’ sbilanciati

tra costi e possibilita’ di acquisto da parte della popolazione

ed abbasserebbe ulteriormente la capacita’ di acquisto della popolazione,

accelerando la tendenza al blocco economico del sistema, che si determina quando

l’ attivita’ di promozione dello sviluppo strutturale e’ spostata solo su aziende e mercati.

 

nel caso poi che il “debito pubblico” fosse di entita’ ancora piu’ elevata,

lo Stato potra’ non riuscire a compensarlo con le sole manovre precedenti, e sara’ costretto

a (3) vendere le sue risorse, generalmente a prezzi di saldo, attraverso le cosiddette “privatizzazioni”; 

che equivale ad un capo famiglia che, pieno di debiti,

si trovi a dover svendere le sue proprieta’, privando la sua famiglia dei suoi beni.

in questo caso la ricchezza collettiva della societa’ ed i benefici collegati, andranno a gruppi esterni.

 

le azioni di compenso della condizione di “debito pubblico”, previsto nella organizzazione economica neoclassica, potrebbero quindi 

essere efficaci per un debito di minima entita’, ma in caso di debito pubblico elevato, che e’ la condizione che il modello neoclassico produce con estrema facilita’, 

potrebbero solo rallentare l’ involuzione del sistema, che non potrebbe essere pero’ arrestata o invertita.

 

 

 

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7,  la sola soluzione possibile: modelli economici alternativi

 

l’unica soluzione reale e’ uscire dall’ idea di uno Stato-padre di famiglia-stipendiato,

cioe’ uscire dalla impostazione economica neoclassica,

che del resto e’ solo una delle teorie economiche esistenti,

ed entrare molto piu’ pienamente nella concettualizzazione di uno Stato inteso come

(1) organizzatore di raccordi, armonizzatore

e di conseguenza (2) slatentizzatore delle risorse della Societa’

e quindi promotore di crescita;

diversamente da quando determina il modello neoclassico,

che tende a minimizzare queste funzioni

ed a poggiare quasi tutto sulle sole iniziative economiche private.

 

questo recupero radicale e concreto del concetto di Stato,

quasi totalmente annullato nel modello neoclassico,

permetterebbe anche una azione che solo questo diverso tipo di Stato puo’ attuare.

questo differente e piu’ congruo tipo di Stato, potrebbe produrre liberamente denaro

ed immetterlo in Societa’, finalizzandolo alla produzione di ricchezza

e rendendo cosi’ non necessario, o necessario per altre finalita’, il denaro ottenibile dalla tassazione o dai prestiti 

da parte dei cittadini o da parte delle banche.

il denaro del resto e’ solo un elemento convenuto di riferimento

e non ha alcun valore in se. banconota significa “nota di Banca”, ovvero “certificato” di credito.

 

nella teoria economica neoclassica la produzione di denaro da parte dello Stato e’ malvista

perche’, secondo questo modello, questa operazione produrrebbe solo inflazione,

aumentando la massa di denaro a parita’ di condizione sociale, cioe’ a parita’ di ricchezza esistente.

in effetti nel modello neoclassico potrebbe accadere solo questo,

perche’ in tale modello e’ teorizzata la sola immissione di denaro, peraltro nemmeno effettuata da parte dello Stato 

e sostanzialmente non finalizzata ad operazioni di produzione diretta di ricchezza.

questa operazione certamente produrrebbe solo inflazione.

 

l’ operazione di produzione e immissione di denaro, di cui si e’ accennato come unica possibile soluzione, e’ totalmente diversa 

dalla condizione di inflazione prevista dal modello neoclassico.

in questa diversa ipotesi di modello economico non viene prevista una semplice “distribuzione” di moneta;

questa differente teoria prevede che si debba produrre moneta solo perche’ sia poi finalizzata, esclusivamente e direttamente, 

alla realizzazione di ricchezza e solo fino al limite necessario.

non si tratterebbe quindi di aumento della massa di moneta circolante a ricchezza invariata.

 

in questo differente modello economico, lo Stato creerebbe ed immetterebbe denaro,

ad esempio, come compenso per realizzazioni in ogni settore, industriale, scientifico, sociale o culturale, 

che comporterebbero aumento di ricchezza effettiva.

le realizzazioni effettive darebbero valore oggettivo al denaro immesso.

e’ evidente che l’efficacia di questa operazione e’ connessa alla qualita’ delle iniziative finanziate 

e quindi alla qualità di direzione politica esistente.

 

la moneta prodotta ed immessa non verrebbe quindi a costituire un aumento della massa di denaro circolante, 

ma verrebbe a generare una corrispondente ulteriore ricchezza effettiva

ed il valore della moneta creata ed utilizzata verrebbe dato dalla ricchezza prodotta.

questa immissione non produrrebbe inflazione, perche’ si sarebbe creato incremento di ricchezza strutturale, cioe' reale.

tutto questo perche’ il valore di qualsiasi elemento di credito convenzionale corrisponde al valore della ricchezza reale che ne e’ collegata.

il valore di una moneta immessa da parte di uno Stato avra’ il valore della ricchezza effettiva che ne sara’ derivata.

 

questa operazione inoltre, per il suo tipo di struttura, determinerebbe anche il non irrilevante risultato della piena occupazione

non esistendo limiti alle realizzazioni o ai miglioramenti fattibili.

 

 

 

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8,  soluzione globale. un esempio

 

puo’ aiutare a comprendere la soluzione ed il meccanismo descritto immaginare una comunita’ di persone, insediata magari in qualche remota localita’,  

nella quale, di comune accordo, si decida di organizzare il territorio assegnando ad ognuno una parte dei lavori necessari

e che la stessa comunita’ decida poi di creare dei crediti convenzionali, cioe’ una forma di denaro, da utilizzare per regolare le relazioni e le attivita’ interne

e da utilizzare per riconoscere a ciascuno la percentuale di contributo prodotto nella organizzazione della societa’.

 

se una persona esterna venisse in qualche modo in possesso dei crediti convenzionali emessi da questa societa’, questi verrebbero considerati preziosi o meno 

in funzione di quanta ricchezza o possibilita’ comporterebbe il loro possesso.

il denaro circolante in questa comunita’ avrebbe cioe’ valore per quanto questa Societa’ avesse realizzato, 

perche’ le sue realizzazioni sarebbero acquisibili con i crediti convenzionali (con la moneta) convenuti.

 

importante e’ anche considerare che in questa comunita’- esempio viene coinvolta la totalita’ delle persone che la costituiscono

e che non esistono limiti nelle realizzazioni possibili, o negli elementi da perfezionale o ristrutturare.

 

in questa comunita’- esempio si e’ determinato un modello di Stato

ed una moneta di Stato finalizzata a regolare le attivita’ ed a promuovere lo sviluppo.

con questa moneta si e’ indotta ricchezza sul territorio in una modalita’ complessiva che ha garantito anche partecipazione a tutti,

cioe’ piena occupazione.

 

in un successivo momento, in questa collettivita’, alcuni individui potrebbero pensare alla realizzazione di iniziative derivate dalla creativita’ personale, 

in aggiunta a quelle promosse dallo Stato, determinando cosi’ anche la presenza del nucleo della iniziativa privata, all’interno del gruppo sociale, 

che dimostrerebbe il suo migliore apporto nella concretizzazione di idee oltre quelle presenti nei progetti di Stato.

 

si deve notare che, anche in questo modello economico alternativo al cosiddetto modello economico neoclassico, le sole attivita’ di iniziativa privata 

non potrebbero mai sostituire le azioni a cui lo Stato e’ finalizzato.

questo sempre perche’ gli stipendi dei collaboratori non potranno mai essere sufficienti per l’ acquisto della produzione delle attivita’ private,

essendo il costo totale delle realizzazioni private pari al costo degli stipendi piu’ quello delle strutture e delle materie prime necessarie.

lo sviluppo di una Collettivita’ non potra’ mai essere avviato e poi mantenuto in assenza del meccanismo “di Stato” descritto.

 

in qualsiasi sistema sociale si dimostra indispensabile che il meccanismo collettivo iniziale,

presente adeguatamente solo nel modello economico definito qui alternativo

e che e’ stato anche sintetizzato in questa Societa’- esempio,

possa essere attivato ciclicamente.

 

in questo diverso modello economico le tasse diventano solo un sistema di drenaggio dell’ eccesso di valuta circolante; 

il concetto di deficit, previsto dal modello economico neoclassico, risulta avere solo un senso contabile

e la condizione di debito pubblico diventa non realizzabile.

 

 

 

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9,  necessita’ di qualita’ politica nei modelli economici alternativi

 

e’ bene precisare ancora che il risultato di una immissione di denaro di Stato, finalizzata alla realizzazione di ricchezza, 

e’ fortemente dipendente dalla adeguata programmazione di questa operazione

e che una adeguata azione di questo tipo dipende dalla qualita’ dei nuclei direzionali della società, 

che vengono ad essere cosi un elemento fondamentale per i risultati di questo tipo di modello economico, alternativo a quello neoclassico.

 

 

 

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10,  potenzialita’ dei possibili modelli alternativi

 

la crescita culturale, strutturale ed economica che si avrebbe con l’ accoppiata

di una teoria economica alternativa a quella neoclassica

e di un sistema direzionale di elevata qualità, sarebbe formidabile

e corrisponderebbe al massimo risultato oggi ipotizzabile per una collettivita’ sociale.

 

va infatti precisato che una Societa’ organizzata sul modello economico esistente

non determina soltanto deperimento economico ed involuzione

ma anche e soprattutto una cultura basata sulla sola logica economica,

la cui scarsezza di altri interessi determina a sua volta scarsa cultura generale

e quindi scarsa capacita’;

e dalla scarsa capacita si ha scarsa possibilita’ di previsione e di reazione,

disinteresse per gli assetti bilanciati di sviluppo, per la qualita’ di vita della persone,

per l’ arte e la bellezza, disinteresse per l’ esplorazione e per la conoscenza,

con la perdita di tutte le opportunita’ che ne derivano.

ma non solo; la dominanza di una cultura solo economica aggiunge anche la conflittualità della miseria 

ed i problemi tecnici e oggi anche ecologici, innescati dalla scarsa capacita’, 

che sarebbero altrimenti totalmente inesistenti.

 

un modello economico e sociale opposto a quello attuale

produrrebbe l esatto contrario di tutto questo.

 

 

 

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11,  MMT e MOAS

 

esistono teorie economiche che operano nella direzione del sistema economico alternativo a quello neoclassico, a cui si e’ accennato,

anche attraverso le quali sono stati focalizzati i concetti descritti,

come quella proposta dalla MMT (Modern Money Theory) (http://democraziammt.info/site/).

 

gia’ precedentemente all’ attuale modello economico denominato neoclassico, era stata infatti definita una teoria economica differente, 

messa a punto dall’ economista inglese John Maynard Keynes.

e’ questa ad essere rilanciata oggi con la definizione di Modern money theory (MMT).

 

nel modello Keynes-MMT lo Stato non ha, appunto, “uno stipendio” e puo’ creare liberamente, con operazione autonoma, l’ elemento di riconoscimento economico convenuto (denaro)

e puo’ immetterlo in Societa’, finalizzandolo alla produzione diretta di ricchezza effettiva.

in questo modo si attiva crescita e benessere economico, non si puo’ andare in debito (paralizzante) e si puo’ realizzare la completa partecipazione sociale.

 

una ingegnerizzazione sociale capace di garantire elevata qualità e motivazione nei gruppi direzionali di una Collettivita’, necessarie per il corretto utilizzo della moneta immessa

e per molto altro ancora, e’ quella teorizzata da MOAS (www.moas.net).

 

 

 

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12,  tre elementi utili da considerare

 

ci sono tre elementi, non concettualmente primari, ma che puo’ essere utile considerare.

 

si tratta (1) della attuale modalita’ di produzione di denaro nella Collettivita’,

delle (2) banche, o meglio del sistema bancario

e di (3) come e’ attualmente organizzata una importante via di immissione di denaro nel sistema sociale.

 

 

 

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13,  attuali difetti del sistema produzione di denaro di Stato in Europa

 

in Europa esiste oggi l’ Euro, che e’ una moneta sovranazionale.

il fatto che una moneta sia sovranazionale rende questa molto limitatamente gestibile dai singoli Stati che la utilizzano, rendendo quindi anche 

complicate ed ostacolate le eventuali necessarie operazioni di produzione ed immissioni di denaro nel Sistema Sociale.

 

una moneta puo’ essere sovranazionale solo nel caso che venga realizzata contemporaneamente una corrispondente gestione politica sovranazionale,

fatto che non e’ ancora presente in modo adeguato in Europa.

 

 

 

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14,  Il sistema bancario

 

il sistema bancario e’ di fatto un sistema indipendente dagli Stati. si tratta di un sistema privato.

anche le banche centrali o sovranazionali, come la FED o la BCE, sono di fatto private.

e’ una specie di grande organismo internazionale ampiamente interconnesso

che da’ denaro (certificazioni di credito, prive di valore in se) in prestito.

e’ un servizio che e’ stato ideato nel passato e che e’ diventato un elemento strutturale primario delle Collettivita’.

 

questo sistema si e’ organizzato nel tempo indipendentemente da tutto il resto,

ed e’ venuto oggi ad assumere una funzione strutturale estremamente rilevante che si e’ articolata ovunque, 

affiancandosi agli altri elementi di Stato

e diventando una presenza a cui sono state deputate funzioni sociali primarie,

con la quale oggi e’ estremamente difficile non coesistere.

 

 

 

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15,  anomalie del sistema di immissione di denaro di Stato attraverso il sistema bancario

 

attualmente la funzione essenziale di creazione ed immissione di denaro nella Collettivita’

viene gestita totalmente da parte del sistema bancario,

che inoltre immette il denaro prodotto solo nella forma di prestito.

 

se la produzione e l’ immissione di denaro viene realizzata in questo modo

ed al di fuori dello Stato, si determinano radicali differenze rispetto a quanto auspicato nei modelli alternativi che si propongono, 

che stravolgono completamente questa operazione fondamentale.

 

in area Euro, ad esempio, e’ la BCE, struttura privata ed indipendente dagli Stati, 

che crea ed immette denaro, attraverso le varie banche.

 

una prima inibizione del meccanismo auspicato di creazione ed immissione produttiva di denaro avviene perche’ 

la BCE puo’ decidere di non far affluire nuovo denaro su richiesta agli Stati, essendo una struttura privata indipendente.

 

un secondo effetto negativo si ha perche’ quando lo Stato decidesse di

utilizzare denaro per indurre ricchezza sul territorio,

dovrebbe prima ottenerlo come prestito 

ed in questa condizione dovrebbe occuparsi poi di restituirlo, con gli interessi,

operazione inesistente nel modello teorico auspicato.

 

deve essere anche notato che mentre la BCE immetterebbe denaro solo stampandolo, praticamente a costo zero,

gli Stati dovrebbero restituirlo con interessi attraverso la creazione di effettiva ricchezza,

non potendo “stamparlo”. un fatto quasi impossibile da realizzare.

 

inoltre le banche, col denaro prodotto, potrebbero acquistare ricchezza per se’,

determinando ricollocazioni di questa, facilmente incongrue

ai bilanciamenti necessari per le organizzazioni sociali alternative descritte.

 

ma ci sono anche altri tipi di pasticci operabili dalle banche, che possono essere sintetizzati in quello che viene definito col termine di “titoli tossici”.

in sintesi possono essere definiti “titoli tossici” tutte quelle operazioni operate dalle banche, nelle quali viene trasferito il rischio di non recupero di prestiti 

su altre persone ignare del fatto, che resterebbero cosi’ esposte alla perdita dei loro capitali.

una operazione che di fatto sottrae invece di immettere, denaro dalla Collettivita’,

attraverso la perdita dei capitali coinvolti.

 

cosi’ attualmente sono presenti operazioni solo molto limitatamente similari a quella teorizzate dai modelli economici di tipo MMT, 

come l’immissione di denaro nella collettivita’ in forma di prestito, attraverso il sistema bancario.

ma, nelle modalita’ presenti, questa operazione e’ stravolta rispetto alle necessita’

perche’ avrebbe costi insostenibili per lo Stato rispetto alla teoria auspicata

e perche’ non potrebbe essere attivabile quando necessaria;

inoltre la modalita’ attuale dirotterebbe facilmente verso il sistema bancario

buona parte della ricchezza sociale, tenderebbe a distruggere con operazioni “tossiche” il denaro della collettivita’ 

e creerebbe alla fine un elemento di potere che potrebbe essere strutturalmente ostile alle attivita’ del necessario Stato-modulatore.

 

forse e’ per questo che esistono anche modelli economici simili alla MMT che contengono l’ attivita’ delle banche solo in aree ben definite.  

 

 

 

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16,  ammissione indiretta di incongruenze teoriche nel proprio modello da parte della teoria neoclassica. 

 

il fatto che il modello economico neoclassico sembri ben accettare la possibilita’

di programmi di immissione di denaro di Stato per risolvere problematiche economiche e sociali 

e tolleri la presenza anche di altri tipi di iniziative economiche di Stato 

va evidenziato, perche’ manifesta una evidente incongruenza con la teoria che il modello neoclassico vuole rappresentare. 

 

queste incongruenze manifestano anche un riconoscimento di fatto da parte della teoria neoclassica di propri gravi difetti strutturali

e della necessita’ di una organizzazione economica che vada nella direzione di teorie di tipo MMT.

 

 

 

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17,  limiti comunque presenti nell’ eliminazione del debito in corso.

 

i modelli economici tipo MMT non possono annullare il debito contratto verso Stati esteri

o determinato verso i cittadini,

ma possono comunque avviare la produzione di nuovo denaro di Stato ed indirizzarlo, attraverso operazioni congrue e ben progettate, alla produrre nuova ricchezza,

con la quale sarebbe possibile poi annullare progressivamente e definitivamente la condizione di debito pubblico verso estero o cittadini 

precedentemente realizzata e causata dal modello economico neoclassico.

 

 

 

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18,  in estrema sintesi

 

in estrema sintesi,

perche’ sia presente sviluppo economico, benessere diffuso ed elevate condizioni culturali,

e’ necessario che sia presente una moneta di Stato, gestita esclusivamente dai Governi

i quali, attraverso questa, in forma ciclica, ogni volta che il sistema lo richiedesse, dovrebbero attivare, a fianco delle iniziative economiche privare, 

un 50% di attivita’ economica di Stato, in un contesto di qualità politica elevata, necessaria alla efficacia di questi interventi.

entrambe queste condizioni richiedono la presenza del massimo livello di democrazia.

 

 

 

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19,  possibili origini del modello economico classico

 

e’ possibile che il modello economico attuale, definito “neoclassico”, e definibile anche

“dello Stato-stipendiato”, sia stato indotto da vari fattori.

 

questo modello potrebbe essere stato indotto dal fatto che nel passato la ricchezza era essenzialmente quella prodotta dall’ agricoltura

e questo fatto potrebbe aver portato alla costante richiesta di questa forma di ricchezza alla popolazione, 

espressa con la tassazione.

 

altro fatto causale potrebbe essere stato l’ uso nel passato dell’ oro come valore comune di riferimento.

l’ oro e’ stato ampiamente usato come valore convenzionale di scambio e non poteva essere prodotto liberamente, 

cosi’ che doveva necessariamente essere ottenuto attraverso la tassazione.

 

forse anche l’ idea che lo Stato debba essere minimale nelle attivita’ sociali,

prodotta dalle teorie basate su un liberismo molto marcato, potrebbe essere una concausa

per la prevalenza della attuale teoria economica neoclassica.

 

questi elementi potrebbero aver influenzato il modello economico in corso,

nel quale resta centrale l’ idea della necessita’ di prelievo di ricchezza dalla popolazione,

sotto forma di tasse.

 

al contrario di tutto questo, la moneta moderna, cartacea o elettronica che sia,

e’ totalmente indipendente da queste condizioni passate

e questo fatto e’ stato addirittura riconosciuto dal modello economico in corso, quando ha previsto che la moneta stampata 

non dovesse avere, a sua garanzia, un esatto controvalore in oro, disponibile presso gli Stati;

un fatto che determina, anche, un ulteriore elemento di incongruenza della teoria neoclassica

ed un elemento che va in direzione dei modelli di tipo MMT.

 

ma ci possono essere altre motivazioni, piu’ problematiche, ad origine del modello economico in corso.

 

 

 

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20,  l’ attuale crisi economica puo’ essere stata programmata ?

 

perche’, se si puo’ ricorrere, con una certa facilita’, alle teorie Keynesiane, MMT e post MMT, non si considerano queste possibilita’ ?

 

come possono essere non evidenti i due sistemi economici descritti, con le relative possibilita’ e limiti, 

dato che sono stati ampiamente sperimentati, in periodo di crisi sotto presidenza Roosevelt e poi sotto le direzioni Reagan e Thatcher ?

 

e’ fattibile l’ ipotesi che l’ attuale condizione economica sia stata programmata,

perche’ necessaria ad operazioni che debbono essere tenute non visibili ?

il modello economico neoclassico e la sua “teoria del debito pubblico” potrebbero essere

essi stessi elementi finalizzati ad operazioni nascoste ?

 

per poter esplorare il possibile significato reale di un qualsiasi accadimento sociale, si deve considerare

(1) come possano stare operando, sugli eventi in osservazione, due fondamentali costituenti di ogni Societa’,

e (2) si debbono analizzare le conseguenze e lo schema generale degli accadimenti che si vogliono analizzare.

 

in ogni collettivita’ ed in ogni epoca esistono stabilmente, tra i principali tipi di comportamento osservabili,

(1) gruppi di individui iperattivi nel conseguimento del potere, che manifestano questo comportamento come logica e scopo di vita.

questi individui sono caratterizzati da comportamenti tendenzialmente aggressivi e finalizzati a propri immediati interessi 

e sono scarsamente interessati allo sviluppo strutturale e culturale delle societa’;

(2) gruppi di individui convinti ed attivi nella realizzazione di organizzazioni sociali non democratiche

certi che la gestione debba appartenere a gruppi ristretti, selezionati in base ad elementi diversi da quelli democratici.  

 

questi due gruppi sono costantemente presenti e mai inattivi, trattandosi di due principali organizzazioni della psicologia umana.

possono avere o avere avuto ruoli necessari nella fisiologia sociale, specialmente nel passato, 

ma nelle attuali societa’ postindustriali potrebbero determinare soprattutto problemi.

nell’ analisi di qualsiasi evento sociale, si deve sempre anche considerare come possano stare operando questi due gruppi nei fatti in osservazione.

 

relativamente al secondo elemento da considerare,

se l’ attuale cosiddetta crisi economica si sviluppasse nelle sue probabili conseguenze,

si manifesterebbero le condizioni che seguono:

 

un “debito pubblico” paralizzante, che porterebbe a

(1) un massiccio disinserimento delle attivita’ di Stato dall’ economia,

con la conseguente tendenza ad una presenza del 100% di attivita’ privata (della grande finanza) nell’ economia;

nel caso opposto si avrebbe invece anche la presenza di attivita' di Stato nelle aree economiche, 

con una tendenza alla parita’ tra le attivita’ prodotte dallo Stato e quelle prodotte dalle iniziative private.

 

un elevato debito di Stato non risolvibile determinerebbe

(2) la probabile necessita’ di dismissione (svendita-privatizzazione), pessocche’ totale,

della ricchezza di Stato (dei cittadini) al settore finanziario.

 

(3) la probabile determinazione di “debito pubblico” verso elementi esterni o esteri,

comporterebbe l’ opportunita’ per elementi stranieri di poter interferire sui singoli Stati che si fossero vincolati in questo modo, 

con conseguenti complicazioni ed ostacoli nelle azioni dei Governi nazionali, dovuti a questi obblighi verso l’ estero,

con, alla fine, la determinazione di una condizione di sostanziale spostamento della programmazione sociale 

a livello della finanza transnazionale.

 

(4) l’ attivismo economico, lecito ed illecito,

che ha sempre teso a localizzarsi in corrispondenza delle aree piu’ ricche di opportunita’ economiche, come quella degli appalti pubblici,

avrebbe adesso, se gli accadimenti descritti continuassero a seguire la direzione che dimostrano di avere, 

la possibilita’ di spostarsi e di agire direttamente sulla ricchezza primaria dello Stato, con un forte incremento delle possibiita’ rispetto al passato.

 

infine, (5) impoverimento e abbassamento della qualita’ di vita della popolazione

con la conseguente riduzione della consapevolezza e della capacita’ per efficaci azioni di sostegno alla condizione democratica

base necessaria per condizioni sociali nella direzione di quanto auspicato.

 

in sintesi, si starebbe realizzando:

(1) variazione di collocazione della ricchezza

e (2) operazioni di controllo antidemocratico e transnazionale delle Societa’.

il fatto che questo tipo di azioni siano tendenziali nella fisiologia di ogni epoca sociale

puo' confermare la probabilita' di questi eventi.

 

e’ anche possibile che queste operazioni potenziali, finalizzate all’ impoverimento estremo degli Stati, 

attraverso lo spostamento della ricchezza e del controllo in aree private ristrette, 

siano state previste solo per un periodo di tempo limitato,

in modo la lasciare successivamente riprendere le attivita’ di Stato, cosi’ che il benessere sociale conseguente a questa ripresa

possa poi permettere lo sfruttamento della ricchezza spostata nella fase attuale 

e la sua ulteriore crescita per riattivazione dei mercati, in attesa di un possibile futuro ulteriore ciclo similare.

 

 

 

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21,  evoluzione finale

 

in ogni caso, se una azione di questo tipo fosse stata pianificata,

tralasciando la perdita dell’ incredibile sviluppo reale, tecnico e culturale, che si avrebbe invece con i modelli di tipo MMT e post MMT

e con la superdemocrazia MOAS,

questa azione non potrebbe portare che al blocco economico

e non potra’ mai portare crescita tecnica, culturale ed ambientale, perche’ sostenuta dalla sola aggressivita’ economica, 

essendo quest’ ultima un elemento insufficiente per lo sviluppo e per la civilta’.

 

a tutto questo non potra’ che seguire una sensibilizzazione per questi fenomeni, conflittualita’ ed una intensa reazione sociale.

 

cosi’ la situazione attuale potrebbe essere anche un punto di svolta, epocale,

delle impostazioni economiche e sociali esistenti fino ad oggi.

e’ questo il dicembre 2012 ?.