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In una lettera aperta inviato al capo della polizia

Cossiga a Manganelli: ''Lasciare che gli studenti facciano danni,

poi una dura repressione''

(Roma, 8 nov. 2008, da: Adnkronos/Ign  http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2686393283)

 

 

In una lettera aperta inviato al capo della polizia

Cossiga a Manganelli: ''Lasciare che gli studenti facciano danni,

poi una dura repressione''


Il presidente emerito della Repubblica torna a ribadire i suoi 'consigli' per fronteggiare le manifestazioni degli studenti:

''Con una situazione che si aggravasse, magari con l'uccisione di qualche agente, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine''

''Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura,

non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti''. Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga (nella foto) torna a dare 'consigli' su come fronteggiare le manifestazioni degli studenti che nelle ultime settimane hanno attraversato tutta la Penisola.

In una lettera aperta inviata al capo della polizia Antonio Manganelli, l'ex ministro dell'Interno pone ancora una volta l'accento sulla necessità che sia l'opinione pubblica, stanca delle violenze, a sostenere l'uso della forza contro i manifestanti. '
'Un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata - scrive Cossiga - non è cosa poi tanto grave''. Ecco allora la strategia da seguire. ''Il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei - continua il senatore a vita - disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante,

qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati''.

Per Cossiga sarebbe ancora meglio se a fare le spese delle proteste fosse ''la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas

o di Pax Christi'', in modo tale che ''cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti,

o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge''.

Niente cariche di allegerimento dunque o sfollagente per reagire alle aggressioni degli studenti. Per l'ex presidente della Repubblica,

almeno per il momento, sarebbe ''un grande errore strategico''. ''Aspetterei ancora un po' - prosegue nella lettera - adottando straordinarie misure

di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti

con militanti dei centri sociali, al canto di 'Bella ciao', devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia

in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente

e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno''. E non solo. ''Il comunicato del Viminale - conclude - dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di 'Hitler! Hitler!'. Questo il mio consiglio''.

 

 

 

il commento di MOAS:

 

Sembra molto curioso che un "consiglio" di questo genere sia inviato al Capo della Polizia in una lettera aperta.

In questa modalita' sembrerebbe piu' una provocazione per l'opinione pubblica

o una denuncia di quello che puo' accadere o accade.

 

Qualsiasi sia il reale motivo dell'invio di questo testo, o della presenza di questo articolo in rete,

la lettera in questione descrive magistralmente e chiaramente una delle strategie che, da sempre, il potere, occulto e non,

cioe' i gruppi che, in ogni societa' della storia, hanno utilizzato ed utilizzano per se la maggioranza delle risorse disponibili

e detengono il controllo della societa',

utilizzano per fare accettare alla popolazione l'uso della forza e la collegata mancanza di democrazia.

 

La mancanza di democrazia e' fondamentale per i gruppi che si appropriano della maggioranza delle risorse

a scapito della gente, perche' una reale struttura democratica distribuirebbe invece ampiamente le risorse

e ne impedirebbe l'abuso da parte dei pochi che detengono il potere sociale.

 

Applicando la strategia in oggetto la maggior parte della popolazione generalmente si rassegnerebbe o addirittura esulterebbe

alla presenza di uno stato di polizia violentemente impositivo e antidemocratico

mercanteggiando in questo modo la protezione da alcuni pericoli,

peraltro immaginari o comunque che sarebbero maggiormente e brillantemente neutralizzabili da una societa' realmente democratica,

in cambio della consegna della totalita' delle risorse e del potere a persone sconosciute ed incontrollabili

 

ed accontentandosi cosi' anche delle condizioni di vita in corso

al posto delle formidabili superiori possibilita' di crescita, benessere e cultura che un sistema democratico libererebbe

in modo reale.

I sistemi sociali gestiti da potere occulto antidemocratico infatti non possono liberare le risorse disponibili nella societa'

e causano problemi che non esisterebbero in condizioni democratiche, impoverendo e danneggiando gravemente il sistema.

 

Puo' essere utile comunque aggiungere che quanto descritto nella "lettera" di Cossiga

sarebbe solo una parte delle strategie utilizzate ed utilizzabili, per le finalita' indicate.

 

Si potrebbe infatti anche, nel caso non accadessero incidenti gravi, crearli a dovere (vedi i fatti della scuola Diaz),

magari mischiando ai manifestanti gente controllata dal potere occulto che potesse causare gravi ed ottimi incidenti,

si potrebbe poi senza dubbio manipolare le informazioni sugli eventi,

eliminando per esempio di dare informazioni sugli abusi nei controlli ed enfatizzando possibili elementi causati dai manifestanti.

Naturalmente sarebbe buona cosa anche non dare alcuna informazione circa possibili cause oggettive della manifestazione

e, perche' no, si potrebbero anche cercare e pubblicare, o inventare, nel caso non ne risultassero,

elementi criticabili dalla morale comune, circa i trascorsi di molti dei partecipanti,

come nelle campagne elettorali americane si usa fare.

 

In casi estremi si potrebbe considerare la possibilita' di qualche eliminazione fisica,

da far apparire naturalmente come incidente.

 

 

DLC

 

 

 

 

 

 

 

 

 






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