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MOAS Movimento per l'Adeguamento Sociale |
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Considerazioni dopo le elezionidel 13 e 14 aprile 2008.
di Cesidio Di Luzio. 080420
Il risultato delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 in Italia e' stato, in sintesi, un maggior numero di voti, per circa il 10%, alla destra, un quasi raddoppio dei voti alla Lega Nord, che supera cosi' l' 8% la scomparsa di partiti di sinistra, come Rifondazione Comunista, il Partito Socialista ed i Verdi e una astensione di circa il 3% superiore rispetto alle precedenti elezioni, oltre ad una astensione e schede nulle per un totale corrispondente a circa 10 milioni di voti su 50 milioni di votanti, cioe' al 20%.
Questi dati sono approssimati, essendo questo articolo finalizzato alla interpretazione degli avvenimenti in generale e non alla valutazione assoluta delle cifre.
Una prima osservazione e' che il successo della destra risulterebbe meno marcato se fossero conteggiati anche i voti dei partiti che non hanno raggiunto la quota minima per la rappresentanza in Parlamento. Tra l'altro potrebbe essere discutibile un sistema che non prevede la rappresentanza di circa il 7% degli elettori (circa 2.500.000 persone), calcolate tra i partiti di sinistra e di destra che non hanno ottenuto la rappresentanza parlamentare.
Se fossero stati infatti conteggiati anche I partiti eliminati dalla rappresentanza in Parlamento, la sinistra avrebbe avuto un 5% in piu', che, bilanciato da un 2% di non rappresentati della dx, avrebbe prodotto un 3% in piu'. A questo andrebbe aggiunto almeno un 2% dovuto all'ulteriore astensionismo rispetto alle precedenti elezioni, che in totale e' stato del 3%, e che probabilmente e' stato piu' presente a sinistra. Dunque un 5% in piu', che avrebbe ridotto il divario dal 10% al 5%.
Certamente in questa valutazione non e' conteggiato l' UDC, che avendo ottenuto oltre il 5%, se fosse stato alleato alla destra avrebbe riportato la differenza al 10%, ma se fosse stato alleato a sinistra avrebbe portato al pareggio.
Dunque, nella sostanza, il paese resta spaccato in due. Tra due visioni profondamente differenti della situazione sociale e delle azioni necessarie.
In ogni caso, a livello parlamentare, e' certo evidente un significativo spostamento a destra ed uno spostamento ancora piu' significativo verso la Lega Nord.
Le cause di questi risultati si potrebbero distinguere in elementi primari e secondari.
Tra le cause secondarie ci sono la ormai cronica sterilita' propositiva della sinistra, che deve essere considerata la vera causa dell'avvento del berlusconismo e della Lega; le quasi inconsistenti azioni dell'ultimo Governo di sinistra, che non ha agito in alcun modo sugli elementi che dovevano essere urgentemente modificati e forse errori di strategia da parte della sinistra nella impostazione delle alleanze per la competizione elettorale, che ha comportato, come abbiamo visto, una perdita fino ad un massimo del 10% dei voti.
Ma sono le cause primarie quelle che costituiscono le riflessioni piu' importanti da fare.
Quello che sta accadendo e' un fatto fisiologico, e' il termine dell'arco creativo del pensiero classico di sinistra, che lascia pero' un vuoto teorico di fronte ai problemi attuali.
Il sistema chiuso, refrattario ad ogni capacita' disponibile, oligarchico e diventato essenzialmente solo di potere delle classi politiche italiane, ha impedito alla sinistra di rigenerarsi con la capacita' certamente disponinbile nella societa' ed ha portato questa sinistra ad una inevitabile e progressiva inadeguatezza rispetto alle necessita'.
Non si puo' cosi' criticare troppo la gente se cerca risposte spostandosi altrove, nella speranza, molto probabilmente vana, di trovarne.
Una speranza probabilmente vana anche per l' assenza di una analisi convincente da parte della destra e di una Lega che di fatto non propone altro che la fuga dalla realta', la chiusura, barricata, nelle case.
Si possono poi fare due considerazioni.
La prima e' che i risultati evidenziano anche la sostanziale assenza negli italiani di un concetto di Stato, di collettivita', del suo significato e delle sue potenzialita'.
A differenza, ad esempio, della Germania, che ha sostenuto senza esitazione uno sforzo notevole per l'annessione di quella parte del paese che si era fortemente impoverita sotto il controllo dell'est, nella prospettiva di un potenziamento del progetto sociale tedesco e della sua capacita' di interagire col mondo,
l' italiano si dimostra ancora troppo individualista, interessato solo ad organizzarsi nel suo mondo privato, a risparmiare qualche euro sull'immediato e non capace di percepire sufficientemente che il benessere e' prodotto solo dalla collettivita' e dalle sue condizioni.
La seconda considerazione e' che gli italiani si stanno dimostrando costretti ad adottare modelli elementari di risoluzione dei problemi (argomenti centrali della campagna elettorale della destra sono stati l'eliminazione dei bolli delle auto, la riduzione dell' ICI).
Ai problemi si puo' rispondere infatti con strategie sofisticate e strutturali solo se si e' in presenza di una macchina politica funzionale, in condizione di utilizzare le capacita' disponibile in societa' e questa condizione si dimostra essere assente oggi in Italia, anche nella coalizione vincente le attuali elezioni.
In assenza di un apparato direzionale che esprima la massima capacita' disponibile nella societa', la direzione sociale puo' produrre solo analisi elementari, il pensiero politico regredisce, la societa' ritorna ad una organizzazione piu' semplice ed inevitabilmente meno produttiva, che puo' determinare anche minore liberta' e cultura.
Oggi l' Italia sta affrontando i complessi problemi mondiali, con logiche elementari che non solo non potranno toccare le situazioni in atto ma potranno portare l'Italia, che avrebbe invece notevoli possibilita', ad essere solo una colonia povera e provinciale di Stati esteri.
Un solo elemento positivo in tutto questo potrebbe essere che toccare il fondo, potrebbe essere lo stimolo necessario per trovare l'orgoglio e l'energia per fare qualcosa di diverso ed adeguato. Speriamolo.
Nella Proposta di MOAS per la soluzione dei problemi sociali attuali e' data la massima importanza al contesto sociale, e' previsto l'utilizzo massimale della creativita' disponibile sul territorio e la strategia e' basata sulla identificazione delle cause profonde dei problemi.
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