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14 feb. 2009. Eutanasia: un falso problema, o solo un problema emotivo. Obbligo del mantenimento della idratazione e della alimentazione nei casi di coma: una insensatezza tecnica. __Copyright MOAS__Riproduzione autorizzata se con citazione della fonte.
In questi giorni, a seguito dell'avvio dell'interruzione della terapia di supporto di Eluana Englaro, per lo stato di coma di questa persona, terapia che si effettuava in attesa di un possibile reversione di questo stato, e che era mantenuta ormai da 17 anni,
si e' aperta in Italia una discussione dai toni notevolmente accesi, tra persone che consideravano ragionevole questa interruzione e persone che consideravano questo fatto invece non accettabile, equiparandolo, ad esempio, come hanno fatto alcuni, ad un invio a morte.
La vivacita' di questo dibattito, che e' arrivato a toni aspri e che ha evidentemente spaccato l'Italia culturalmente in due, segnala la necessita' di elaborare piu' approfonditamente questo evento, che si dimostra essere collegato ad impostazioni concettuali cardine della cultura di una societa'.
Essenzialmente gli elementi che si propone di focalizzare sono due.
Un evento che sembra colpire le coscienze e' il rischio di compiere un atto che impedirebbe la possibilita' potenziale di "risveglio" della persona. cioe' il rischio di un "errore" fatale.
Ora, il rischio di "errore" e' costantemente presente in ogni attivita' umana e non puo' che essere accettato, perche' ineliminabile. Non esiste la possibilita' di "certezza" assoluta in ogni condizione di scelta. Dovrebbe essere chiarito se questo elemento e' accettato o meno.
Nella situazione in oggetto questa percezione di possibilita' di errore e' particolarmente vistosa, ma e' sostanzialmente equivalente a quella che si determina nella scelta di un trattamento chirurgico o meno, di un tipo di terapia o di un altro; e' ancora la stessa che si determina in ogni manovra di emergenza, in qualsiasi condizione tecnica possa accadere, o nel giudizio di un imputato ..
La certezza di poter attivare la decisione "perfetta" deve essere considerata irrealizzabile e deve essere sostituita con la certezza di avere fatto il possibile, il ragionevole, nei limiti possibili, con la implicita accettazione della possibilita' conseguente di "errore", che errore non sarebbe pero', essendo questo comportamento quanto di meglio possibile.
Forse e' bene ricordare anche quale era la condizione di cui si parla. Si trattava di una condizione di danno cerebrale, con alta possibilita' di tipo irreversibile, che veniva trattato mantenendo il corpo al meglio in attesa della possibilita' di un recupero delle funzioni cerebrali lese. Dopo 17 anni di attesa si poteva ragionevolmente pensare che questa reversibilita' non fosse presente.
Il secondo elemento che viene coinvolto in queste condizioni e' il contatto con sensazioni emotive profonde che spesso possono essere vissute come difficili da sostenere.
Al di la degli aspetti tecnici, il solo fatto che ci si trovi di fronte alla morte o ad operazioni che accentuano o attenuano questo contatto, puo' essere emotivamente forte e spesso molto mal gestibile.
Molte persone hanno difficolta' ad entrare in ospedali o ad avvicinare persone in condizione di sofferenza o di gravi problematiche fisiche. Per queste persone cosi' sensibili, le condizioni emotive che la situazione in oggetto presenta sono difficili da avvicinare ed il rifiuto di sospendere le terapie di supporto allo stato di coma manifesta, con estrema probabilita', il non voler attivare o avvicinare condizioni emotive non per loro sostenibili.
Come dire, meglio che nulla si faccia, perche' cosi' sono piu' tranquillo, restando lontano da me le condizioni per me emotivamente difficili. Che poi la cosa abbia senso o meno, resta secondario. L'elemento da ridurre e' solo solo una eccessiva attivazione emozionale, non sostenibile.
Potrebbe essere presente anche un terzo elemento , ma che ha significativi collegamento con il secondo. Si tratta dell'elemento religioso.
La religione e' un fatto presente da sempre, in forme varie, in quasi tutte le culture del pianeta, nell'intero percorso della storia. Elementi religiosi, in differenti forme, sono stati quasi sempre presenti in ogni civilta' del mondo, da sempre.
Si tratte evidentemente di qualcosa di tendenziale, di fisiologico, di una operazione sociale necessaria.
Oggi si puo' comprendere il ruolo attenuante le ansie, le paure o i risentimenti, l'azione tranquillizzante e rassicurante
dei vari tipi di
pensiero religioso. o di risentimento. La religione diventa quindi un pilastro per la stabilita' emotiva delle persone. Naturalmente con l'eccezione dei casi in cui questa stabilita' emotiva non venga raggiunta attraverso operazioni di tipo religioso, ma di tipo laico.
Ora, se una individuo, ha una concettualizzazione religiosa presente ed attiva, come unico stabilizzatore di una sua emotivita', e' sostanzialemente impossibile per questo individuo non applicare quello che la sua operazione religiosa richiede, perche' se non la applicasse, verrebbe meno la sua stabilita' emotiva, con il rischio concreto di disgregazione di ampie parti della sua personalita'.
Se dunque, in una condizione come quella di Eluana Englaro, emergono elementi di tipo religioso, le persone che si controllano con questi elementi, non possono che applicarli, senza la possibilita' di osservare criticamente il proprio operato.
L'attuale Governo Berlusconi dimostra, con il comportamento tenuto in questa circostanza, di essere caratterizzato da una emotivita' elevata, dall'uso di una modalita' religiosa per il supporto dei nuclei emotivi e di perseguire idee di perfezionismo che sono irraggiungibili e quindi mal poste.
L'attuale Governo reagisce, in linea con gli elementi psicologici dimostrati, con un Decreto che prevede il mantenimento obbligato della "idratazione e della alimentazione" nei casi di coma.
Nei casi di coma cerebrale, il pacchetto tecnico minimo per mantenere in vita al meglio possibile il corpo del paziente, al di fuori del quale si avrebbero rapidamente complicazioni mortali, e', non solo la idratazione e la alimentazione, ma anche il controllo delle piaghe da decubito, la attivazione della circolazione venosa che coagulerebbe facilmente, il supporto ventilatorio, finalizzato ad evitare infezioni polmonari basali, la mobilizzazione continua degli arti e del rachide, per evitare rigidita' irreversibili, il controllo dell'alvo e le cateterizzazioni vescicali e la loro manutenzione antinfettiva continua e cosi' via, escludendo naturalmente ogni possibile e frequente complicazione che richiederebbe altri supporti specifici.
Parlare di "idratazione e alimentazione" non ha alcun senso perche' escludendo gli altri elementi di assistenza minima obbligata, se applicate da sole, comporterebbero in brevissimo tempo al morte organica del paziente per complicazioni.
Quindi parlare di idratazione e alimentazione sarebbe come dire di mantenere obbligatoriamente il 25 percento delle operazioni necessarie di base per mantenere attivo il corpo di individuo in coma cerebrale. E' evidente che la cosa non avrebbe alcun significato, perche' permantenere il corpo in vita si debbono mantenere il 100% delle operazioni minine necessarie.
Tralasciando il fatto che una terapia di supporto non puo' essere scissa tra le operazioni di base e quelle che trattano le complicanze, semmai dunque si dovrebbe prevedere di mantenere obbligatoriamente tutta la terapia minima necessaria per il supporto del corpo di una persona in coma. Ma questo ci riporterebbe al punto di partenza, che e' quello di dover prendere, ad un certo punto, la decisione di per quanto continuare questo supporto o quando rinunciare. Riporterebbe a dover confrontarsi con la possibilita' di errore, con le emozioni collegate alla morte e con la cultura religiosa.
La decisione dell'attuale Governo manifesta quindi solo il tentativo di portare la situazione in oggetto nei limiti della condizione emotiva, e quindi anche culturale, che dimostra di avere. Non ci sono relazioni con elementi tecnici, per i quali questo Decreto e' completamente senza senso.
Questa azione e' quindi non solo totalmente criticabile, ma anche molto preoccupante, perche' manifesta una condizione culturale ed emotiva molto lontana dalla cultura avanzata e sofisticata che gli attuali mutamenti sociali richiedono.
Con l'attuale Governo si rischia di affrontare i problemi attuali attraverso la regressione culturale e strutturale, che potrebbe anche essere una soluzione, ma sarebbe come quella adottata da alcuni gruppi di persone che, spaventate delle difficolta' per la gestione della tecnologia, decidono di rinunciare e di tornare alle modalita' di vita agropastorale del nostro passato.
Cesidio Di Luzio.
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