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26 feb. 2009.

Silvio Berlusconi, apparenza e realta'.

di DLC

 

 

Se si osserva l'attuale Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi,

certamente si puo', d'impatto, averne una impressione accattivante.

Berlusconi si presenta sorridente, gioviale,

parla in modo diretto, semplice; elenca i punti in modo chiaro

e manifesta sicurezza, tranquillita', conoscenza sul da fare.

e cosi' via.

 

Molto differentemente dai discorsi in politichese delle precedenti rappresentanze politiche,

che parlavano sempre senza dire nulla, dai comportamenti assenti e grigi.

 

Non ci sono dubbi che questo suo modo di essere e di presentarsi

possa essere convincente e vincente, in molte situazioni.

 

Se a questo poi si aggiunge che e' un imprenditore, per certi versi di successo,

la sua possibilita' di convincere gli elettori e' alta. ed i risultati lo dimostrano.

 

 

Pero' se si osserva piu' attentamente nelle pur suggestive comunicazioni di Berlusconi

non si trova traccia alcuna di ipotesi strutturate sulla attuale crisi economica e sociale e sulle sue possibili cause.

Cosi come non c'e' conseguentemente alcuna traccia di strategie adeguate per la risoluzione della crisi.

 

Come se non bastasse, come anche in occasione della conosciuta vicenda Englaro, gli interventi di Berlusconi,

e le iniziative di legge da lui attivate, hanno dimostrato una mancanza di capacita' di approfondimento,

ed una reattivita' emotiva elementare, al contrario della complessa analisi necessaria.

In sintesi un pensiero semplice e veloce, che puo' essere adatto al commercio, quello con poche regole,

centrato sugli investimenti rapidi e convenienti, solo sul profitto o su furbizie economiche varie, come i pasticci sul digitale nazionale

per evitare i problemi a Rete4 e per poi utilizzarlo anche per un proprio shopping televisivo.

 

 

Se si tengono presenti queste sue caratteristiche, e se si considera che Berlusconi e' a capo del Governo, 

in una situazione di crisi globale come quella in corso, allora la situazione diventa fortemente preoccupante.

Si deve infatti constatare che una persona che dimostra di non avere alcuna percezione, alcuna possibilita' di percezione, 

alcuna idea di cosa accade e di cosa si debba fare e' a capo del governo dello Stato italiano, in un momento di crisi economica di portata storica 

che coinvolgera' in maniera violenta l'Italia e l'intero pianeta.

 

 

Come se non bastasse Berlusconi attiva sostanzialmente azioni ed interventi che vanno addirittura nella direzione opposta al necessario.

La sua semplicita' ideativa, la incapacita' di analisi psicologica e sociale, non solo non possono produrre analisi e soluzioni congrue,

ma stanno anche attuando azioni incongrue o controproducenti, aggiungendo ai problemi attuali, altri problemi ulteriori e seri.

 

Berlusconi ha infatti la responsabilita' di aver aperto, attraverso i suoi interventi grossolani, alla cultura della paura,

vedi poliziotti di quartiere, vedi cultura delle "ronde", attivate dalla Lega, da lui messa al Governo, cioe'

ad una cultura elementare, isterica, cieca e rissosa, che attiva reazioni emotive distruttive,

al posto della promozione della cultura complessa, indispensabile per gestire l'attuale complessita' storica,

 

ed ha anche la responsabilita' di aver smontato e di continuare a smontare i sistemi di protezione della condizione democratica,

come attraverso l'eccesso dell'accentramento dell'informazione, con la riduzione dei controlli sulle attivita' illecite,

vedi riduzione della possibilita' di effettuare intercettazioni,

o con gli interventi sui meccanismi elettorali e cioe' sui meccanismi di accesso alle rappresentanze.

Ridurre la condizione democratica produce, oltre a molte altre cose, la riduzione dell'afflusso delle idee

e conseguentemente l'impossibilita' del pensiero complesso, indispensabile per gestire la societa' complessa attuale.

 

 

Berlusconi dunque, al di la' della sua teatrale apparenza, si dimostra altamente inadeguato, incapace

e addirittura attivamente dannoso per gestire la crisi di questo momento.

A poco consola la incapacita' dimostrata anche della sinistra, della quale si parlera' eventualmente in altro articolo,

che alla fine resta la causa principale della presenza di Berlusconi al Governo oggi.

 

Del resto stiamo iniziando ad attraversare una crisi, probabilmente evolutiva, ma che per essere capita e gestita richiede specialisti, 

gente appassionata a studiare ed analizzare queste dinamiche;

e' necessaria una passione ed esperienza su questi problemi di anni, una passione che ha caratterizzato gli interessi di una vita.

Come puo' una persona che si e' dedicata sempre ad altro,

al semplice profitto disinvolto, ad una cultura che molto probabilmente e' al suo termine,

essere utile per gestire una condizione cosi' differente dal suo mondo e dai suoi interessi, come la crisi strutturale che stiamo vivendo ?.

 

 

Berlusconi deve andarsene. senza alternative. e subito.

Cosa o chi debba sostituirlo, purtroppo, resta capitolo aperto.

 

 

DLC.

 

 

 

 

 






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