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giugno 2008. Il lupo perde il pelo ma non il vizio 5,immunita' per le alte cariche dello Stato.
Riportiamo alcune parti da: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26045&sez=
Roma (15 giugno) - Si torna a parlare dell'introduzione di una norma che garantisca l'immunità alle alte cariche dello Stato. Un incontro in calendario … che potrebbe «creare le condizioni» per introdurre, in un momento successivo, norme sulla falsa riga di quelle contenute nel cosiddetto "lodo Schifani".
L'introduzione di norme che prevedano l'immunità e la sospensione di ogni iniziativa giudiziaria per i vertici dello Stato, al momento non è «tecnicamente» possibile, si spiega in ambienti parlamentari della maggioranza. Quello che si intende fare è però «creare le pre-condizioni» per la successiva introduzione di misure di questo tipo «secondo le indicazioni date a suo tempo dalla Corte Costituzionale» Una norma "apripista", insomma, che potrebbe essere presentata già domani, sotto forma di emendamento (nota della Redazione MOAS: le “indicazioni” delle Corte Costituzionale erano state probabilmente di non fattibilita’ circa questa “immunita’ “, e non di dover “creare pre condizioni”, come verosimilmente si vorrebbe indurre a pensare).
«C'è una discussione in atto perché la questione è nell'aria, ma nessuna decisione è stata presa» si conferma in ambienti di An. La Consulta, il 13 gennaio 2004, dichiarò l'illegittimità del cosidetto "lodo Schifani" che garantiva l'immunità alle alte cariche dello Stato per violazione dell'articolo 3 (principio di uguaglianza) e 24 (diritto di difesa) della Costituzione.
Alcune parti da: http://www.ilbastiancontrario.it/ilbastiancontrario/2008/06/si-riparla-di-i.html
Si riparla di immunita’ per le alte Cariche dello Stato
Immunità in arrivo per le più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, del Consiglio e delle camere per tutta la durata del loro mandato non potranno più essere sottoposti a processo. Inoltre tutti i giudizi pendenti si fermeranno e si sospenderanno anche i termini di prescrizione. E' questo il progetto a cui stanno lavorando governo e maggioranza. Una norma che di fatto riprende il contestatissimo ”lodo Schifani”, bocciato nel 2004 dalla Corte Costituzionale perché lesivo degli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 5 (diritto alla difesa), della Costituzione.
L'introduzione di norme che prevedano l'immunità e la sospensione di ogni iniziativa giudiziaria per i vertici dello Stato al momento non è «tecnicamente» possibile, si spiega in ambienti parlamentari della maggioranza. Quello che si intende fare è però «creare le pre-condizioni» per la successiva introduzione di misure di questo tipo «secondo le indicazioni date a suo tempo dalla Corte Costituzionale». Una norma "apripista", insomma, che potrebbe essere presentata a breve sotto forma di emendamento. In attesa di mettere a punto il testo di una nuova riforma, la maggioranza punta quindi intanto a inserire nel pacchetto sicurezza un emendamento scritto dall’onorevole Nicolò Ghedini che blocca i processi per un anno, in attesa della riforma definitiva. L’emendamento dovrebbe essere inserito nel pacchetto sicurezza attualmente in discussione al Senato e potrebbe essere ufficializzato già oggi.
Il provvedimento ”apripista” che blocca i processi servirebbe quindi non solo per preparare il terreno al futuro ”lodo”, ma anche per porre uno stop da subito ai processi. Alcuni giorni fa era stato lo stesso Ghedini a spiegare al ”Riformista” che «per ora manca la volontà politica per una cosa del genere», ma che «però bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione».
Nel governo sulla norma che garantisce l'immunità alle alte cariche dello Stato però c'è già tensione, soprattutto con la Lega, che già sul tema della giustizia ha avuto modo di scontrarsi con Silvio Berlusconi. Irritazione e dubbi circolano anche in An, per un provvedimento che verrebbe giudicato ad personam e che di fatto coinvolge anche il leader del partito (Gianfranco Fini attualmente ricopre il ruolo di presidente della Camera). Malgrado i dubbi degli alleati, tuttavia Berlusconi è deciso a tirare diritto.
Commento di MOAS:
Le responsabilita’ e l’importanza del comportamento delle alte Cariche dello Stato dovrebbe rendere queste altamente sensibili ai meccanismi di controllo dell’operato, e non certamente farle esserne immuni.
Operare in direzione di un non controllo e non punibilita’ non e’ ammissibile per questo fatto e perche’ creerebbe differenze tra i cittadini e squalificherebbe i concetti di regola e giustizia.
Abbiamo in piu’ occasioni sottolineato come esiste una naturale ed inevitabile tendenza da parte dei gruppi in possesso di possibilita' di gestione di una societa’ ad operare nel proprio interesse. Questa tendenza deve essere contenuta costantemente attraverso meccanismi di controllo e di blocco dei possibili tendenziali comportamenti prevaricativi.
Operare in senso contrario, cioe’ garantendo impunita’ alle Cariche dello Stato e’ inammissibile e denota ignoranza delle struttura necessaria per uno sviluppo sociale reale o peggio determinazione ad operare contro l’ interesse della collettivita’.
Come gia’ riportato in altri articoli, la possibilita’ che i sistemi di controllo possano essere utilizzati per ostacolare l’attivita’ politica deve essere contenuta attraverso la ottimizzazione dei processi di controllo e attraverso una pena significativa per chi utilizzasse queste attivita’ a fini differenti per quelli previsti.
DLC
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