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MOAS Movimento per l'Adeguamento Sociale |
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26 aprile 2002, la Magistratura di Napoli dispone l'arresto di 8 poliziotti. Esaminiamo gli elementi forniti dai media, quindi elencheremo alcune possibili considerazioni, un po' piu' approfondite, speriamo, di quelle proposte dalle televisioni. La Magistratura dispone gli arresti domiciliari di 8 poliziotti napoletani, relativamente ad una manifestazione "anti global" del 17 marzo 2001. A Napoli alcuni poliziotti attuano una manifestazione di solidarieta' verso i colleghi arrestati. Alcuni esponenti dell'attuale Governo, compreso il Presidente del Consiglio, commentano in senso negativo l'operato della Magistratura, attuato in questa occasione e nello stesso tempo manifestano solidarieta' alla Polizia. Il Governo dispone una ispezione sulla Magistratura napoletana. Le prime cose che colpiscono sono Ia manifestazione dei poliziotti a Napoli ed i commenti fuori contesto dei politici su Magistratura e Polizia. Fuori contesto perche' dribblano le accuse in oggetto e perche' significano che non si considera normale e che non si condivide l'operato della Magistratura, un Organo dello Stato che e' stato costruito, progettato ed istituzionalizzato e che si sta attivando in linea con la organizzazione che gli e' stata data. Questo Organismo, progettato, costruito ed istituzionalizzato, si e' attivato, come e' stato progettato che faccia ed esponenti di due altri Organi dello Stato commentano negativamente il suo operato, senza peraltro alcun riferimento ad eventuali irregolarita' tecniche. Insomma, sono state stabilite e si sono accettate delle regole e, nel momento in cui si stanno applicando, confuta la loro applicazione chi le ha stabilite ed accettate. E' importante sottolineare che questi due Organi dello Stato sono entrati in conflitto con la Magistratura non per la rilevazione, o la possibilita', di anomalie nella funzione della Magistratura su i fatti in questione, ma per la semplice sua attivazione verso alcuni elementi di Polizia e non sono stati utilizzati, nella ipotesi di anomalie tecniche, i canali ed i modi tecnici previsti. Tutto questo e' veramente molto grave. Se il Governo attuale ed esponenti della Polizia ritengono di criticare l'attivazione della Magistratura in assenza di rilevazione di inosservanze o irregolarita' procedurali, allora, esponenti del Governo e della Polizia, con questi comportamenti, manifestano la disposizione a modificare l'attuale costituzione della Magistratura. E questo si potrebbe anche fare o discutere, ma deve essere chiaro che questo e', a nostro avviso, il significato delle esternazioni di esponenti del Governo e della Polizia verso i fatti in oggetto. Ma si possono fare altre considerazioni. Alcuni elementi che tornano frequentemente nei resconti dei media sono 1, la non attivazione della polizia di fronte a manifestanti violenti 2, il contenimento, con violenza, di manifestanti civili ed inoffensivi. 3, casi di manifestanti violenti che parlano con la polizia. Ora, questi fatti sono possibili. Vediamo perche'. La democrazia e' un'idea, una cosa da costruire, un tentativo che le societa' attuano per contenere le tendenze prevaricative determinate dai rapporti della forza, dagli interessi personali, dalle paure, che sono la realta' concreta di base, le caratteristiche di fondo, reali, delle societa'. Non ci si deve illudere che la democrazia sia scontata, gli elementi democratici che vengono ideati non facilmente e realizzati con difficolta' si innestano e debbono contrastare una micidiale massa di tendenze selvagge dell'umanita', fatte di paura, ignoranza, avidita', intolleranza, esibizionismo e molto ancora. Di fatto possiamo anche tranquillamente dire che nelle societa' esistono gruppi che detengono piu' potere di altri e che probabilmente non vedono ragioni per ridurlo o peggio per perderlo. Si puo' poi ipotizzare con una ragionevole sicurezza che i gruppi che detengono maggiore potere siano i politici ed i grandi gruppi economici, mentre quelli che di potere ne hanno poco siano la popolazione ed i piccoli imprenditori. Non credo qualcuno oggi sia cosi' ingenuo da pensare che il cittadino sia in una condizione di forza. E' evidentemente l'ultimo anello della catena sociale. Lo sappiamo bene, e' sempre stato cosi' nella storia e lo e' ancora, anche se un po' meno, oggi. Questo tipo di situazione non e' di per se negativa in assoluto, costituendo un momento, una fase degli inevitabili momenti evolutivi delle societa'. Ma, in una societa', nella quale esistono degli elementi democratici da dover rispettare, come, questi gruppi detenenti maggior potere potrebbero operare per mantenerlo o rafforzarlo ? Nell'ambito dell'argomento in oggetto, una ipotesi potrebbe essere quella di utilizzare le manifestazioni di protesta, come quelle organizzate dai cosidetti "no-global", per pilotare l'opinione pubblica in senso a loro favorevole, discreditando la protesta ed utilizzandola anzi a proprio vantaggio. Questo sarebbe possibile creando degli incidenti ad hoc, non contenendo efficacemente i manifestanti aggressivi, che verrebbero cosi' utilizzati per squalificare una dimostrazione critica verso il potere, infiltrando provocatori che faciliterebbero i disordini, infine provocando i manifestanti per poi poter accusarli di aggressivita'. E' tutto questo inconcepibile ? si puo' escludere che questi fenomeni possano accadere ? Personalmente ritengo che la manipolazione delle informazioni e la creazione di scenari fasulli siano alcune delle strategie piu' facilmente concepibili ed utilizzabili dai poteri occulti. Queste strategie sono state utilizzate ?. Sarebbero state sequestrate o distrutte apparecchiature fotografiche dei manifestanti. Perche' sequestrare o distruggere un qualsiasi materiale fotografico, che costituisce in ogni caso, sempre, una garanzia di realta', di controllo e di democrazia ? Ma c'e' ancora una importante considerazione da fare. Oltre ad elementi di strutture democratiche, di strategie occulte per il mantenimento dei poteri reali, esiste una ampia gamma di movimenti psicologici, che si intrecciano agli elementi precedenti. Il poliziotto, prima di essere un poliziotto e' un uomo e non si puo' sottrarre, come tutti noi, alle dinamiche psicologiche che ci coinvolgono e ci influenzano. Ora, cosa si puo' ipotizzare che accada nella mente di un uomo che e' addestrato (comprensibilmente) all'uso della forza, che si identifica con lo Stato e che, generalmente, oggi, e' ben poco formato dallo Stato sul significato profondo di uno Stato Democratico, significato che i fatti dimostrano essere molto spesso ben lontano anche da chi ci governa ?. Come puo' un poliziotto, o un dirigente di Polizia, reagire di fronte ad una immagine di manifestanti, spesso aggressivi, che contestano il sistema che lui e' chiamato a difendere con questa attrezzatura psicologica ? Come possono configurarsi in lui le inevitabili componenti umane di aggressivita' ?, specie quando ha la possibilita' di applicarle senza particolare controllo, come accade nelle situazioni operative in oggetto ? Sappiamo tutti che nelle condizioni di guerra si commettono crimini molto gravi con estrema facilita', per tutti i motivi descritti e le condizioni in oggetto riproducono, anche se in forma attenuata, alcune delle condizioni di guerra. Si potrebbe obiettare che in questo articolo si parla solo del comportamento della Polizia o delle altre Istituzioni e non si analizza il comportamento dei manifestanti. Il motivo di questo e' che in questa sede si sta analizzando questo punto ma, soprattutto, ritengo sia estremamente piu' importante, in una collettivita', il comportamento di una autorita' e dei suoi rappresentanti piuttosto che quello di un gruppo di cittadini. Questo e' il motivo per cui in questo articolo si analizza questo aspetto, piu' importante, del problema. Non manchera' la possibilita' di analizzare altri aspetti in futuro. Ora, nella questione in oggetto ci sono tutti questi elementi. Il potere ed il suo mantenimento, alcune elementi di democrazia, possibili manipolazioni finalizzate delle informazioni e delle situazioni, reazioni psicologiche, ignoranza culturale ed aggressivita' umana. Questi elementi comportano la elevata possibilita' di abusi, di reazioni personali, di manipolazioni occulte non democratiche. Questi elementi sono e debbono essere considerati sempre molto possibili, sempre latenti. Solo in questo modo e non dichiarando inesistenti, impossibili purezze, si potranno analizzare questi fatti e si potra' progettare e realizzare qualcosa di efficace per il contenimento delle dinamiche in questione e delle possibilita' che sono qui analizzate. Dunque, pur premettendo che la Polizia italiana, in questo momento, e' sicuramente una delle piu' civili del mondo, e' certo e' che il Governo non dovrebbe interferire in alcun modo verso l'operato di una Istituzione che sta agendo come e' stata progettata di fare, certo e' che la Polizia non dovrebbe risentirsi in alcun modo di tale oparato, perche' dovrebbe essere evidente che i meccanismi di controllo hanno il fine fondamentale di evitare la deriva verso quelle polizie tristemente famose per gli abusi operati e dovrebbe anzi essere gratificata di manifestare permeabilita' ad attivazioni democratiche di controllo, verifiche che sono assenti solo nelle dittature. Certo e' che non si dovrebbe mai asserire che qualsiasi ambiente, istituzione o persona sia immune dagli elementi che possono produrre comportamenti prevaricativi. DLC 0205 |