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MOAS Movimento per l'Adeguamento Sociale |
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La storia di Ola. di Dacia Maraini. Gli effetti pratici, sul caso di Ola, delle nuove regole sulle rogatorie, disposte dall'attuale Governo Berlusconi. Tratto da "I quaderni di MicroMega", supplemento al n° 4/2001 di MicroMega, per gentile concessione dell'Autore. 2001, ottobre. Si e' molto parlato e si parla ancora di rogatoria. La parola significa letteralmente: "Atto con cui una autorita' giudiziaria richiede ad un'altra di compiere determinate incombenze processuali". Aiuta a snellire i processi, a colpire coloro che approfittano delle frontiere giuridiche e dei diversi codici per intrallazzare e truffare. Molti sanno che c'e' una battaglia in corso nella politica italiana, sanno che la legge e' passata in seconda votazione dopo che la prima, segreta, l'aveva bocciata grazie ad alcuni franchi tiratori che poi sono stati richiamati all'ordine. Ma pochi sanno com'e' nato e cresciuto questo accordo fra Stati che permette a piu' autorita' giudiziarie di collaborare per perseguire e condannare chi aggira le leggi. Ecco in breve la storia. Nel 1998 l'Italia e la Svizzera firmano un accordo bilaterale per rendere piu' veloci e meno burocratiche le rogatorie internazionali. Il trattato pero' dovrebbe diventare operativo solo con la legge italiana di ratifica. Il centro-sinistra, pur stando al governo, lascia stupidamente passare due anni prima di prendere in considerazione la ratifica. Finisce cosi' per proporla solo sotto elezioni, momento in cui e' facile per Forza Italia fare ostruzionismo e bloccarla. Nessuno si aspettava pero' che appena andate al governo, le destre proponessero la ratifica. Come mai prima l'avevano avversata e ora la appoggiano ? si chiedono in molti. La spiegazione arriva il luglio quando al Senato passa, tra le proteste dell'opposizione, l'emendamento di Dell'Utri che contiene due grandi novita': 1) stabilisce che qualsiasi irregolarita' formale nelle rogatorie - anche solo "nelle modalita' di acquisizione" delle prove (per esempio le fotocopie di conti bancari senza il timbro "copia conforme all'originale") o addirittura nella loro "trasmissione in Italia" (per esempio: comunicazione diretta alla magistratura italiana senza passare dal ministero a Roma) - determina in ogni caso la completa inutilizzabilita' della prova, come se non fosse mai esistita. 2) Questa "inutilizzabilita'" si estende anche a tutte le dichiarazioni che riguardano le rogatorie irregolari: in pratica i pm italiani non possono nemmeno chiamare a testimoniare ad esempio il cassiere della banca estera che ha eseguito il versamento attestato dai documenti presentati. 3) La nuova legge e' generale, ovvero si applica a tutte le rogatorie in tutti i processi, compresi quelli gia' in corso ("in ogni stato e grado",
ovvero dalle indagini fino alla Cassazione). Ed ha un valore retroattivo. Al Senato il centro-sinistra protesta, ma dopo una settimana di battaglia, la legge passa. I pm sperano in un intervento di Ciampi, che invece purtroppo si affretta a promulgarla in tempi rapidissimi. Come non sospettare chi vota una legge che protegge cosi' palesemente i suoi piu' immediati interessi ?. Perfino molti cugini della destra fanno fatica a sostenere le ragioni pelose del Polo (i franchi tiratori stanno li' a provarlo) e la fretta con cui viene ratificata una proposta ancora da discutere. Con questa legge diventano inutilizzabili in particolare le rogatorie bancarie (arrivate in Italia fra il '97 ed il '98 ma senza timbro e senza passare dal ministero), come per esempio nel processo "toghe sporche" in cui sono implicati Berlusconi e Previti, per la corruzione dei giudici Squillante, Verde e Metta. A questo punto, nelle procure si cominciano a stimare i danni che verranno prodotti dall'entrata in vigore della legge (ormai si tratta di giorni). Cerchiamo di farlo anche noi. Soprattutto per rispondere a chi ogni giorno sostiene spudoratamente che la legge non tocchera' i processi importanti, che gli imputati di criminalita' ordinaria non godranno delle limitazioni drastiche che si accompagnano ora alla rogatoria. Ecco due casi concreti, due esempi di "reati contro i soggetti deboli", ovvero contro le donne e i bambini. Queste inchieste a Milano sono affidate a uno specifico pool di nove magistrati specializzati. Primo caso: la polaria (polizia aeroportuale) di Linate ferma nel luglio 1998 una polacca di 21 anni che si fa chiamare Ola. La ragazza nasconde nel doppiofondo della borsa due chili di eroina turca. Per questo viene chiusa in carcere come "corriere della droga". Sei mesi dopo il pm Giovanna Ichino riceve una informazione del servizio centrale antidroga in cui si parla di un nigeriano che recluterebbe giovanissime prostitute per usarle come "spedizioniere della droga". Di quel trafficante la polizia ha il numero del cellulare, che corrisponde esattamente a quello trovato nella tasca di Ola. La ragazza viene interrogata ma e' spaventatissima e non vuole aprire bocca. Solo dopo molte insistenze e rassicurazioni, la vicequestore Maria Grazia Santini riesce a convincerla a parlare. Il racconto, che viene poi confermato da un'amica polacca che ha vissuto la stessa odissea, e' macchinoso, ma piano piano diventa sempre piu' credibile. Le due ragazze testimoniano che: 1) sono state reclutate in Polonia con decine di altre giovani, anche minorenni, da intermediari polacchi, con la promessa di una occupazione in Germania... 2) dopo pochi giorni di lavoro in una discoteca di Hannover, sono state licenziate e rimandate a casa con l'assicurazione che sarebbero state richiamate al piu' presto. E in effetti vengono riconvocate dopo poco ma, quando arrivano ad Hannover per la seconda volta, si trovano prigioniere di tre nigeriani che pretendono di farle prostituire... Le ragazze rifiutano ma, essendo clandestine, non possono denunciare nessuno. Approfittando della loro posizione di debolezza i tre nigeriani propongono un patto criminale: per tornare "libere" le ragazze dovranno scortare a Istanbul un gruppo di minorenni polacche destinate ad un bordello turco. Una volta consegnate ai turchi le prostitute bambine, riceveranno in cambio un carico di eroina da trasportare in Italia. I nigeriani in pratica scambiano alla pari le baby-prostitute contro la droga turca da spacciare nel nostro paese... Per depistare le indagini i tre nigeriani si fanno chiamare tutti con lo stesso nome: Kassmir. Il primo Kassmir lavora in Italia, il secondo in Germania, il terzo in Turchia. Sempre per confondere la polizia Ola e la sua amica, che portano la droga nella borsa, invece di arrivare direttamente da Istanbul, fanno il giro largo, fermandosi in una localita' turistica. Le rilevazioni delle ragazze vengono tutte confermate da intercettazioni, pedinamenti e riscontri documentali (per esempio i biglietti per Istanbul, la provata presenza nella discoteca di Hannover, la testimonianza dei loro movimenti attraverso dichiarazioni di clienti e altre prostitute) ottenuti dai magistrati italiani con una lunga serie di rogatorie in Germania e in Turchia. In primo grado, pochi mesi fa, ovvero prima della nuova legge sulle rogatorie, il processo si e' chiuso con cinque condanne: pene molto lievi per le due ragazze usate come staffette della droga (gia' libere) e condanne molto severe per i tre boss nigeriani. Il pubblico ministero Giovanna Ichino spiega desolata il risultato della nuova legge parlamentare: "In questa inchiesta, purtroppo, tutte ma proprio tutte le prove sono state raccolte all'estero. Privata delle rogatorie, a me restano solo i racconti delle ragazze, senza piu' uno straccio di riscontro. In appello la difesa avra' gioco facile a farle dichiarare inutilizzabili per mancanza del timbro e della trasmissione per via ministeriale. Dovro' tentare di ripetere tutte le rogatorie, ma nella migliore delle ipotesi Germania e Turchia mi risponderanno dopo la scadenza dei termini massimi di carcerazione, ovvero quando i nigeriani saranno gia' scappati. La nuova legge purtroppo rende inutilizzabili anche le rogatorie appena arrivate dalla Turchia e mi costringe a ricominciare da zero l'inchiesta piu' delicata: dove sono finite le altre minorenni polacche ? In che bordello turco sono prigioniere ? ". Da aggiungere che, se le rogatorie-bis dovessero giungere dopo la fine del processo d'Appello, il risultato davvero grottesco sarebbe che i boss nigeriani verrebbero assolti per "sparizione di prove" e le sole ad essere condannate risulterebbero le due ragazze polacche che hanno confessato in Italia. In queste condizioni e' chiaro che diventa sempre piu' difficile chiedere alle prostitute straniere e alle piccole vittime del crimine internazionale di avere fiducia nella giustizia italiana. Come si puo' pretendere che le tante ragazze dell'Est costrette a prostituirsi o i tanti bambini che i pedofili vendono in giro per il mondo denuncino i loro sfruttatori se poi con tutta probabilita' questi non saranno mai condannati e, seppure giudicati, troveranno il modo di scamparla per piccoli vizi burocratici ?. Ma veniamo al secondo caso, altrettanto grave, che rischia di essere vanificato per le nuove leggi sulle rogatorie. ..... (omiss.) |