MOAS

IMovimento per l'Adeguamento Sociale   
													

  vai a  Attualita' italiana Notizie

 vai a  Indice del sito

vai alla  Prima pagina

   

 

Commento di MOAS alle dimissioni di Franca Rame.

Roma, 15 gennaio 2008.

 

 

 

 

Il testo di motivazione di Franca Rame, per le sue dimissioni dal Senato della Repubblica italiana,

oltre ad aiutare efficacemente chi volesse avere una certa percezione degli scenari e dei problemi esistenti,

ormai urgenti da trattare nella nostra Italia,

 

da' anche a noi MOAS la possibilita' di trattare alcune parti della nostra Proposta da un punto di vista differente,

ampliandone la possibilita' di presentazione.

 

Siamo grati a Franca Rame per questo.

 

La prima osservazione che si dovrebbe fare e' che l'attuale struttura politica italiana non e' in condizione

di produrre risultati maggiori di quelli esistenti.

Non dovrebbe ormai piu' meravigliare l'osservazione delle innumerevoli limitatezze dimostrate dal nostro Parlamento,

e purtroppo efficacemente descritte dalla Senatrice Rame.

Non ci si dovrebbe aspettare niente di piu' di quello che attualmente e' prodotto

e, in caso di interesse a dare un contributo per una crescita sociale, si dovrebbe operare in altre direzioni.

 

Non si dovrebbe piu' pensare che, dato che in Italia esiste una Parlamento,

dato che si va a votare, dato che l'Italia si qualifica come uno degli Stati democratici,

tutto dovrebbe funzionare in questa direzione.

 

Tutti questi restano solo elementi molto generici. troppo generici.

Le regole e le strutture democratiche sono molte, ed all'interno di uno Stato definito democratico,

il loro numero e la loro consistenza puo' variare, anche di molto.

Democrazia infatti e' un termine generico, che non definisce il numero ed il tipo delle regole

e delle strutture democratiche al suo interno.

 

In Italia molto delle regole, delle strutture e della cultura democratica, e' fatiscente, evidentemente.

 

L'attuale Governo di centro sinistra e' certamente infinitamente migliore dell'ultimo Governo Berlusconi,

che invece e' stato certamente il peggior Governo d'Italia,

ma il centro sinistra e' anche la causa, l'origine, del Governo Berlusconi.

 

Il berlusconismo, che e' il peggior momento politico d'Italia,

 

perche' ha dimostrato di non avere la minima idea di cosa significhi ed a cosa serva una struttura democratica,

perche' ha dimostrato di voler smontare sistematicamente questa struttura,

perche' ha sempre dimostrato la logica della prevaricazione e dell'appropriazione in tutte le sue tipiche modalita' storiche,

finche ' ha potuto, che e' l'esatto contrario della democrazia,

perche' ha gestito una politica internazionale che ha ostacolato l'ormai necessario ed urgente potenziamento della democrazia

mondiale richiesto dai cambiamenti delle societa',

supportando al posto di questo reflussi verso i comportamenti prevaricativi primordiali,

 

e' stato prodotto dall'insipienza, dall'esaurimento, dalla ormai inconsistenza della politica democratica istituzionale italiana.

 

Questo fatto e' tecnico e non puo' modificarsi.

La struttura parlamentare italiana e' bloccata a causa della sua stessa organizzazione tecnica

e non puo' quindi produrre oltre quello che produce.

Il sistema politico italiano e' completamente chiuso e refrattario al nuovo ed alle energie disponibili

per la sua stessa struttura di accesso, ed in assenza di nuovo non potra' modificarsi.

E' un cane che si morde la coda.

 

Questa e' la causa principale alla crisi italiana, non il berlusconismo che e' solo la manifestazione della sua degenerazione.

 

La strada da percorrere, se si desidera tentare di produrre qualche risultato democratico deve essere un'altra.

 

Questo e' il motivo perche' MOAS propone un approccio differente. L'unico probabilmente possibile.

Dribblare il supporto politico istituzionale, definire un Progetto, una ingegnerizzazione semplice ed innovativa,

un aggiornamento delle regole democratiche per la nuova fase storica,

chiederne il supporto popolare ed immetterlo autonomanente nella competizione elettorale.

 

Tutto questo tralasciando di attendere supporto dal dinosauro morente della attuale politica istituzionale italiana,

ormai incurabile.

 

 

Harth.