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Movimento per l'Adeguamento Sociale        
													

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Registri per le unioni civili.
Da Fr. Lant., 5 dic. 2005. 
 
 

 

La legge 142/90 sulle autonomie locali ha portato una ventata di aria fresca:

la concessione ai Comuni della potestà statutaria

ha permesso ad alcuni municipi l' istituzione di un registro per le unioni civili.

Non sono molti per ora, non raggiungono la ventina, e inoltre hanno contro

la Chiesa che fa loro la guerra.

Segnaliamo quindi quei meritorî comuni di nostra conoscenza

che hanno portato avanti questa piccola proposta di libertà:

Arezzo,

Cogoleto (GE),
Empoli (FI), il primo in assoluto nel 1993,

Ferrara,
Firenze,

Perugia,

Pisa,

Rivoli (TO),

Sesto San Giovanni (MI),

Tarquinia (VT),

Torino,

Voghera (PV),

spesso a fronte di notevoli lotte con gli organismi regionali di controllo.

Non tutti sono comunque al momento effettivamente operativi.

Il Comune di Montebruno (GE), un paese ligure di soli trecento abitanti,

è andato anche più in là: ha consentito la registrazione pure a chi non è residente.

Il suo sindaco Federico Marenco è stato più che esplicito:

«voglio solo riparare a quella grave ingiustizia che l'Italia porta avanti

contro le coppie non canoniche».

In rete è pure disponibile un registro virtuale delle unioni civili:

basta andare al sito  www.unionicivili.org