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Registri per le unioni civili. Da Fr. Lant., 5 dic. 2005.
La legge 142/90 sulle autonomie locali ha portato una ventata di aria fresca: la concessione ai Comuni della potestà statutaria ha permesso ad alcuni municipi l' istituzione di un registro per le unioni civili. Non sono molti per ora, non raggiungono la ventina, e inoltre hanno contro la Chiesa che fa loro la guerra. Segnaliamo quindi quei meritorî comuni di nostra conoscenza che hanno portato avanti questa piccola proposta di libertà: Arezzo, Cogoleto
(GE), Ferrara, Perugia, Pisa, Rivoli (TO), Sesto San Giovanni (MI), Tarquinia (VT), Torino, Voghera (PV), spesso a fronte di notevoli lotte con gli organismi regionali di controllo. Non tutti sono comunque al momento effettivamente operativi. Il Comune di Montebruno (GE), un paese ligure di soli trecento abitanti, è andato anche più in là: ha consentito la registrazione pure a chi non è residente. Il suo sindaco Federico Marenco è stato più che esplicito: «voglio solo riparare a quella grave ingiustizia che l'Italia porta avanti contro le coppie non canoniche». In rete è pure disponibile un registro virtuale delle unioni civili: basta
andare al sito www.unionicivili.org
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