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30 luglio 2014

 

     La potenza militare di Israele attacca l'indifesa Gaza    V140730

Cloy Deumas  _  www.moas.it   /.net

 

 

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si invita ad inoltrare, con l' invito ad effettuare poi invio ad altri,
in modo da diffondere queste riflessioni

ed aprire al piu' presto la piu’ ampia discussione
su questi argomenti fondamentali.

 

 

 

il violento attacco in corso di Israele alla Striscia di Gaza,

oltre alle sensazioni immaginabili,

offre l'opportunita' di alcune importanti considerazioni

che non sono riferibili soltanto a questo evento

ma che possono e debbono essere allargate

all' attuale scenario politico e culturale del nostro tempo.

 

la posizione di Israele e' la stessa da sempre ed e' ben conosciuta.

Israele e' certo del suo diritto storico-religioso su i territori nei quali attualmente si e' collocato,

ed e' certo conseguentemente della criminalita' degli attacchi che gli provengono da oppositori a questo stato di cose;

e' certo infine della liceità e della necessita' di reagire con la massima energia a questi attacchi.

 

questo schema di certezze si basa su una condizione psicologica e culturale precisa,

che deve essere bene identificata e codificata.

 

generalmente tutti noi siamo certi delle nostre convinzioni

e generalmente consideriamo sbagliate quelle degli altri, quando si ponessero all' opposto di queste nostre certezze.

 

questo e' uno schema chiuso, rigido, dove e' presente la pretesa della conoscenza della verita'

e la totale non considerazione degli altri e delle loro differenti idee, che vengono semplicemente giudicate errate.

 

c'e' anche da considerare che queste certezze personali sono intrise di necessita' psicologiche ed emotive

che determinano forti reazioni nel caso non vengano rispettate o addirittura attaccate.

 

e' necessario codificare e denominare questo schema mentale.

una denominazione congrua puo' essere psicologia primaria statica,

oppure, usando una denominazione piu' tecnica, che non e' necessario approfondire in questa sede, organizzazione psicologica difensiva.

 

puo' essere utile osservare alcune delle conseguenze di questa condizione psicologica.

 

in questo contesto usualmente si impongono le proprie condizioni agli altri,

i quali naturalmente fanno la stessa cosa.

 

non esiste soluzione possibile, se non l' annientamento di uno o dell'altro.

questa logica ha ampiamente caratterizzato le societa' umane del passato e caratterizza ancora, molto, le attuali;

 

in passato convinzioni e conseguenti strategie di questo tipo sono state usate da Vlad l' impalatore, dai romani nella distruzione di Cartagine,

nel terrore istaurato da Stalin, anche se, gia' nei tempi antichi, la percezione che questa non potesse essere una strategia utilizzabile

fu spesso presente, tanto che, ad esempio, i romani usarono generalmente modalita' differenti nei territori conquistati.

 

oggi, comunque, e' piu' problematico annientare l'altro.

questo perche' oggi, fortunatamente, sembra che le attuali culture inizino ad intuire che si tratta di un logica primitiva, ormai inaccettabile,

per cui l' elemento che attuasse l' annientamento dell'altro sarebbe ghettizzato dal contesto internazionale.

 

cosi', oggi, le eventuali reazioni finalizzate a "dissuadere", non potendo annientare l'altro, possono produrre soltanto l'aumento del risentimento

e dell'odio e quindi la cronicizzazione e l' aggravamento continuo della contrapposizione. si tratta di un elemento aritmetico.

tutto questo inoltre disperde energie nel nulla,

con la perdita di quello che di buono invece con queste energie si sarebbe potuto realizzare.

 

al contrario, se fosse presente la potenziale e piu' evoluta cultura che si basa sulla relativita' delle proprie idee e convinzioni,

perche' considerate solo organizzazioni psicologiche personali in reazione a qualcosa,

le valenze emotive collegate sarebbero depotenziate

e si aprirebbe alla normalita' ed alla ragionevolezza della presenza di strutture di pensiero differenti, prodotte da necessita' e reazioni soggettive,

e quindi ad un naturale ed istintivo dialogo e compromesso,

con il conseguente disinnesco di qualsiasi fattore di attrito, risentimento ed odio

e con il conseguente uso delle risorse per una molto piu' vera costruzione sociale.

 

purtroppo questa cultura piu' avanzata,

che puo' essere definita psicologia secondaria dinamica o organizzazione psicologica post difensiva,

anche se si sta delineando, e' ancora un elemento di avanguardia;

e nella maggioranza dei casi i rapporti umani sono ancora gestiti dalla incivile, presuntuosa ed inconcludente cultura primaria statica,

di cui lo stato di Israele e' oggi, evidentemente, uno dei maggiori esponenti mondiali.

 

appena un accenno al fatto che questo attacco e' anche una azione sulla popolazione al posto di una azione contro presunti responsabili,

esattamente nella logica delle tristemente conosciute rappresaglie sui civili dell' ultima guerra mondiale.

 

 

PS: sono in preparazione approfondimenti relativamente alla psicologia primaria statica o organizzazione psicologica difensiva

ed alla psicologia secondaria dinamica o organizzazione psicologica post difensiva.