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2016, apr. 9

Regeni, solita operazione per attaccare ora l'Egitto (estremamente probabile)

titolo originale:

In guerra contro Al Sisi. Ce lo chiede Regeni. Anzi Obama

da http://www.maurizioblondet.it/guerra-al-sisi-ce-lo-chiede-regeni-anzi-obama/

 

 

estratto:

“Gentiloni ritira l’ambasciatore dal Cairo. La mamma di Regeni: non ci fermeremo”.

Bombarderemo l’Egitto per mamma Regeni?

… “Perché continuano menarla con Regeni … ? Non l’hanno mai fatto..”.

Dietro … c’è questo: Obama ci riprova … Al Sisi va rovesciato perché è amico di Mosca (in neolingua: “non partecipa alla lotta contro IS”).

Ora si chiarisce qualcosa: anche il fatto che “i servizi egiziani” abbiano fatto trovare il cadavere dell’ingenuo agente britannico (a sua insaputa?),

anche se hanno tutti i mezzi per far sparire un corpo per sempre. … con questo sapiente errore, questi “servizi” si sono garantiti un futuro

anche sotto il governo amerikano dei Muslim Brothers.

… Renzi è vicino a fare la stessa fine: s’è giocato tutto per tenere buoni rapporti con Al Sisi … . Troppo vicino a Mosca.

… ci daranno un capo di governo più allineato, il quarto non votato.

... il blogger e acuto analista strategico Bruno Ballardini … ha buttato lì: “Dopo la Siria, anche l’Egitto è diventato per noi uno stato-canaglia.

Noi prendiamo ordini dagli Usa. … Entreremo in guerra perché lo vogliono gli Usa. Al Sisi verrà fatto cadere e l’Egitto verrà preso dalle opposizioni islamiche

sostenute dai sauditi e dagli Usa.

Regeni è stato l’agnello sacrificale di una criminale strategia americana per destabilizzare il Medio Oriente”.

Per capire, bisogna riferirsi alla riunione del Consiglio Atlantico, che s’è tenuta a Washington da mercoledì a venerdì scorso.

Lì probabilmente è stato deciso tutto.

I media ovviamente ne hanno taciuto.

 

(elementi storici:)

sono proprio i piccoli stati e più deboli quelli che, periodicamente,  attaccano proditoriamente la Superpotenza e la costringono a far la guerra. 

... ogni  70 anni o giù di lì gli Usa sono aggrediti da staterelli.

A cominciare dal Messico nel 1836  (“Alamo”), che costrinse gli Usa ad impossessarsi del Texas;

continuando nel 1898, quando la Spagna miserrima, morendo dalla voglia di impegnarsi in una guerra dall’altra parte dell’Atlantico contro la potenza americana

che aveva la flotta in Florida, a 70 miglia da Cuba, cosa fece? Fece saltare il Maine, la corazzata americana che era giusto in visita a Cuba.

Così, gravemente offeso, il presidente Theodor Roosevelt fu costretto a strappare a Madrid Cuba, ultimo lacerto dell’impero spagnolo,

e già che c’era, anche a liberare le Filippine, nel Pacifico, esercitandovi poi una democratica occupazione.

E come dimenticare i cattivi tedeschi che nel 1917, non avendo abbastanza nemici, vollero a tutti i costi affondare il Lusitania,

forzando la pacifica America ad intervenie nella grande guerra? 

Poi, si sa, c’è stato il Giappone che ha sfidato l’America a Pearl Harbor;

il Vietnam nell’Incidente del Tonkino sfidò la pacifica America un’altra volta, e giù guerra.